SALUTO DEL SEGRETARIO

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17.05.2003 - SALUTO DEL SEGRETARIO

all'Assemblea di San Giorgio Albanese

A nome dell'Associazione "SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI" che ho il piacere di rappresentare, ringrazio tutti i graditi ospiti che per l'occasione sono venuti anche da molto lontano per partecipare a questo nuovo incontro e a queste celebrazioni nel nome del nostro Santo Protettore, GIORGIO di Cappadocia.

Apro una parentesi: lo sapevate che in Abruzzo, in provincia dell'Aquila esiste un comune che si chiama Cappadocia? Potrebbe anche essere un'idea per scegliere la località del nostro prossimo incontro.

E' con vero piacere che rivedo tanti visi noti e anche qualche faccia nuova, segno che questo incontrarci nel nome di SAN GIORGIO ha trovato una sua precisa identità, una sua ragione d'essere fuori da qualsivoglia schema poichè a nessuno di noi sono stati promessi vantaggi economici o risultati particolari: e questo è un fatto che fa doppiamente onore a tutti.

Tantissime località italiane quest'anno hanno reso omaggio o lo faranno nel prossimo futuro, alla memoria del nostro Santo, a questa presenza discreta di un Essere che, avvolto da un alone di leggenda, da 1700 anni cammina silenzioso al nostro fianco.

Anche in diversi Paesi stranieri è stato celebrato questo anniversario con manifestazioni che hanno visto ovunque una grande partecipazione di popolo e io credo che questi siano i veri segni della PACE.

Le poste dell'isola di Malta e poi di Gibilterra, Monaco e da ultimo, a sorpresa, della Città del Vaticano, hanno emesso uno o più francobolli a ricordo dell'anniversario; l'ente poste italiane, più volte sollecitato ed interessato non ha recepito il messaggio preferendo, a questo importante appuntamento, quanto segue:

1) Il circolo del golf di Roma

2) La Confedilizia nel 120° di fondazione

3)-L'Archivio centrale statale di Roma

e , dulcis in fundo

4) Il Museo nazionale delle PASTE alimentari

e via di questo passo.

Non mi sono molto chiari i motivi di queste scelte ma mi sembra che questi risultati dimostrino solo una grettezza morale indegna di uomini che si dichiarano per lo meno intelligenti ( perdonate lo sfogo).

Uno spiraglio sembra essere ancora aperto e stiamo giocando l'ultima carta per poter avere anche noi, ammalati di sangiorgite, il giusto riconoscimento per un avvenimento verso il quale c'è stata una grande convergenza di vedute e al quale tutti quanti ci siamo votati con grande slancio.

L'opportunità di questo nostro incontro è doppiamente interessante perché in questi due giorni verrà data la possibilità alla maggior parte dei presenti di partecipare a tutta una serie di iniziative che, come suol dirsi, passando dal sacro al profano, arricchirà tutti di nuove scoperte e incontri che ben difficilmente avremo la possibilità di ripetere, almeno a breve termine: non aggiungo nulla di più a quanto è riportato nel programma ufficiale ma sono convinto che tutti quanti rimarremo soddisfatti e non ci pentiremo di avere percorso anche migliaia di kilometri per giungere fino a SAN GIORGIO ALBANESE.

Io ho avuto il piacere di venire qui a San Giorgio circa due anni fa e già allora ero rimasto favorevolmente impressionato dall'accoglienza ricevuta pur essendo per tutti un emerito sconosciuto; oggi confermo, sono certo a nome di tutti, la squisita disponibilità e sensibilità degli amministratori locali e di tutti i cittadini di San Giorgio.

Vorrei ricordare che domani pomeriggio verso le 17 si terrà l'assemblea dell'Associazione "San Giorgio e i suoi comuni" che, se anche è indetta per i soci fondatori e i futuri soci, è libera e tutti possono parteciparvi.

Ogni tanto qualcuno mi chiede: ma come ti è venuta questa idea, del San Giorgio, che sta mettendo in fermento l'Italia intera?

A dire il vero anch'io faccio fatica a rendermi conto di cosa mi abbia spinto e come possa poi avere fatto a creare i presupposti per smuovere tante coscienze tenendo conto poi del fatto che non mi chiamo Giorgio, che non sono nato in nessuna località San Giorgio e che non ho né figli né parenti che si chiamano Giorgio. Per cui?

Procederò per gradi, in poche parole vi dirò come sono andate le cose.

Tutto è cominciato una decina di anni fa.

Già da bambino raccoglievo francobolli, sciupandoli adeguatamente in funzione dell'età e questo interesse si è andato via via rafforzando e specializzando con l'andare del tempo. Questa mia passione si è in particolare indirizzata verso la raccolta e lo studio dei timbri, degli annulli postali che non sono come può apparire a prima vista dei semplici indicatori di luogo e data ma, osservati nella giusta ottica, possono diventare dei veri e propri tasselli di storia.

In conseguenza di questo mio interesse "marcofilo" (ovvero di collezionista di timbrature postali) una decina di anni fa ho collegato il ritrovamento di una cartolina spedita da San Giorgio a Cremano e poi di un'altra da San Giorgio di Nogaro, praticamente i due poli opposti dell'Italia, alla mia nuova residenza in San Giorgio di Mantova e mi sono detto: vuoi vedere che in giro di San Giorgio ce ne sono degli altri? E' stato come mettersi a mangiare ciliegie, una tira l'altra e così dopo avere fatto 5, 10, 30 ritrovamenti e avere sospirato e gioito, arrivato a 41 titoli, non tutti riportati nei testi che nel frattempo avevo consultato, ho iniziato un periodo di calma apparente, convinto di avere concluso le mie piacevoli fatiche; nel frattempo inizio a preparare un ipotetico "Viaggio in Italia" filatelico.

Capita che ogni tanto assieme a qualche amico che ha la mia stessa malattia io vada a curarmi sulle bancarelle dei vari mercatini festivi e mi ritrovo una domenica in provincia di Padova a sfogliare tranquillamente un pacco di cartoline. Ad un tratto il mio cuore ha un sussulto, al retro di una cartolina vedo un timbro, invero un po' sgualcito ma ancora leggibile con la scritta: San Giorgio Extra – Reggio Calabria! Potete immaginare il mio stato d'animo di collezionista! La casella numero 42 aveva trovato un ospite. Poi una sera seguendo un programma alla televisione (quando si dice il caso) sento che in Libano, dove le nostre truppe stavano svolgendo uno dei cosiddetti interventi umanitari, un marinaio, durante una franchigia a terra veniva ferito mortalmente: era un marinaio della Nave San Giorgio! Ci mancava anche questa notizia! Ed è ovvio che anche in questa occasione non ho potuto esimermi dal tuffarmi sul nuovo soggetto e iniziare poi a rovistare, rovistare...in un pozzo senza fondo!

Su invito del sindaco sig. Minisci, ho portato a San Giorgio una sintesi di ciò che "nel nome di San Giorgio" si può incontrare sulla nostra strada, poche cose per la verità, ma solo per motivi di spazio. Se vorrete potremo poi recarci alla mostra e potrò darvi tutti i chiarimenti che vorrete. Prima ho parlato di un tuffo al cuore: fra le altre cose, nella mia piccola esposizione presento le Banche San Giorgio e proprio domenica scorsa, sempre per seguire la cura di cui sopra, ho rintracciato dei documenti contabili risalenti agli anni 20, di una banca San Giorgio della quale non avevo mai sentito parlare: ma di questo fatto avremo modo di parlarne alla mostra.

Mi sembra che in punta di piedi SAN GIORGIO si sia insediato fra di noi: cerchiamo di trovargli la giusta collocazione.

Gianni Baracchi

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